
Piante, boschi e giardini per raccontare la società e il pensiero, non attraverso la fantasia e il romanzo ma attraverso la realtà. Uscirà a maggio il primo volume della collana Oltre i giardini di Bollati Boringhieri, curata dall’architetto paesaggista Michela Pasquali, che proporrà un modo nuovo di leggere e rileggere la natura.
"L’intenzione è stata sin dall’inizio chiara e condivisa con l’editore – spiega la curatrice –: non una collana monografica, teorica o sul giardinaggio, ma un grande contenitore eclettico in cui mescolare i tanti punti di vista da cui osservare il giardino". Pasquali, che ha studiato a Torino e vive a Ginevra, è stata chiamata ad occuparsi della nuova collana “verde” dell’editore piemontese per la sua passione per l’architettura del paesaggio.
Il primo titolo, in uscita a maggio, sarà Il giardino come spazio interiore di Ruth Ammann, analista junghiana, docente presso il C. G. Jung Institut di Küsnacht svizzero e anche qualificato architetto. Per la Ammann l’architettura è un modo di dare forma all’anima e alle psiche attraverso i simboli. "Il giardino dell’anima e l’anima del giardino sono un’unica realtà. Costituiscono uno spazio segreto tra cultura e natura, tra coscienza e incontro, tra spirito e corpo", dice Ammann.
Il giardino non solo nella concezione reale di elemento naturale, ma anche in quella simbolica di spazio dell’anima, luogo terapeutico e spazio vitale. Una storia intima, che nel catalogo dei libri in uscita si affianca a storie di realtà concreta. Come il volume della curatrice Pasquali, dedicato ai giardini spontanei di New York. In uscita a settembre, racconta genesi e sviluppo dei community gardens di Loisada, quartiere di immigrazione ai limiti del financial district di Manhattan. Aiuole e prati fioriti creati dagli abitanti negli interstizi dei disordinati sviluppi edilizi. Giardini mai trasformati in orti, nonostante le difficoltà di un quartiere storicamente proletario. "I giardini spontanei di comunità non hanno ancora preso piede in Italia – spiega Pasquali –: mentre all’estero sono un vero e proprio movimento, qui manca la coesione tra gruppi e le iniziative di questo tipo restano in prevalenza di tipo individuale".

